Pubblicati da Premio Marincovich

Sono stato navigatore di bobby rautbord

Un pennarello in mano: è tutto quello che viene dato ad un navigatore offshore. E con un pennarello in mano mi sono ri­trovato la mattina di domenica 16 luglio, un’ora prima della partenza del Trofeo Na­poli, gara di campionato mondiale. Un pen­narello può servire a molte cose, ma su un bolide offshore serve ad una cosa sola: a disegnare il tracciato della gara sul cruscot­to, segnandovi vicino le rotte di ogni tratta intermedia del percorso e le distanze par­ziali e totali.

Un uomo troppo intelligente: Carlo Marincovich

Non so se vi rendete conto di cosa possa significare in quel mondo dare, dalle pagine del più diffuso quotidiano italiano, dell’ubriacone a un campione del mondo ancora in carica. Eppure Carlo rappresentava perfettamente l’opinione pubblica e quello che la gente pensava. E di questa sua straordinaria capacità si faceva arma: di difesa e di attacco.

Sulle ali del vento

Sulle ali del vento mi sono trovato da bambino. Mi avevano già portato su una barca a vela che sembrava immensa, con una randa maestosa tutta bianca; solo più tardi, da grande, venni a sapere che era lunga soltanto cinque metri. Ma trovarsi da solo su una barca affidata ai venti e alle onde, è una cosa da far rizzare i capelli in testa

Un bis per la Pechino – Parigi

Puntuale come una eclissi, alle sei di sera del primo giugno scendevo alla stazione di Pechino. Beato Luigi Barzini: ottanta anni fa perfino il treno Milano-Parigi-Mosca-Pechino riusciva ad arrivare in orario. Cominciò così una delle più belle avventure automobilistiche in un’ epoca in cui il mezzo a quattro ruote doveva ancora dimostrare tutto per conquistarsi un po’ di benevolenza: la Pechino-Parigi con l’ Itala di don Scipione Borghese.